Itinerari
2021
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Itinerari

Il parco Artistico, Naturale e Culturale della Val d’Orcia si lega a un turismo a basso impatto ambientale. Per questo sono stati creati molti itinerari per poter scoprire e conoscere al meglio questo territorio. 
Questi percorsi nascono dalla convinzione che camminando si possano notare dettagli che in altro modo non potrebbero essere colti e per poter godere al meglio dei valori culturali, ambientali e storici dell’area.

In terra di Brunello

TORRENIERI – MONTALCINO

Partendo da Torrenieri si segue la vecchia Cassia verso Siena fino all’altezza dello stadio dove si gira a sinistra su una strada sterrata che sale verso il Poggio Gambocci.
Il panorama di questo tratto è aperto sulla campagna toscana e tutt’intorno si ammirano campi coltivati a cereali e vigneti. Superata la “Comunità Incontro” si scende verso il bivio di Altesi dove si tiene la sinistra e si supera il podere Collodi fino ad arrivare ad incrociare la strada provinciale n. 45 del Brunello in località Val di Cava. Attraversata la provinciale si prende la carrareccia in direzione della località Colombaiolo fino al bivio dove si imbocca la strada sulla sinistra, e superato, grazie ad un ponte, un fosso, il percorso diventa una ripida salita circondata da vigne e freschi boschi che cingono Montalcino.
Oltrepassata la Chiesa abbandonata della Madonna delle Grazie si entra nel borgo attraverso l’antica Porta Burelli.

Crete da Oscar

TORRENIERI – SANT’ANNA IN CAMPRENA

Partendo dal borgo di Torrenieri si segue la strada denominata “vecchia Cassia” in direzione della piccola stazione ferroviaria. Si prosegue sulla strada asfaltata per circa due chilometri fino ad incontrare il bivio sulla sinistra per Celamonti. Si inizia a percorrere una carrareccia di crinale che incrocia vari poderi e permette di ammirare un paesaggio e una campagna incantevoli. Superata la fattoria di Celamonti dopo tre chilometri si raggiunge l’antico borgo di Cosona. Seguendo sempre la strada principale dopo due chilometri si incontra sulla sinistra il bivio per il borgo di Lucignano d’Asso che si supera e si prosegue fino ai poderi Poggio Ragnuzzi e San Giorgio, quest’ultimo
dista circa un chilometro dall’incrocio con la strada asfaltata. Giunti sull’asfalto si gira a sinistra sulla strada provinciale n. 71 costeggiata da boschi e si percorre per circa un chilometro fino a scorgere l’indicazione e la stradina sterrata bordata da cipressi che sale verso il monastero di Sant’Anna in Camprena.

Il sentiero del Medioevo

MONTALCINO – SAN QUIRICO D’ORCIA

La porta Burelli, antico accesso al borgo di Montalcino, segna l’inizio dell’itinerario. Usciti dalla porta si piega a destra sulla carrareccia fino ad arrivare all’azienda Canalicchio di Sopra caratterizzata dalla chiesa della Madonna Nera. Si continua tenendo la destra su un viottolo fino ad incrociare la Strada Provinciale del Brunello. Attraversata la provinciale si risale lungo la strada asfaltata per alcune centinaia di metri e si imbocca all’altezza del podere Casaccia la carrareccia a sinistra che immette nella tipica campagna locale coltivata a vigne e cereali. Il fondo argilloso lascia intuire che la formazione della zona è di derivazione pliocenica quando qui lo spazio era invaso da un mare più o meno profondo di cui ora si calpesta il fondale. Giunti alla provinciale che dalla Cassia sale verso Montalcino, si tiene la destra lungo la strada asfaltata e si risale fino all’imbocco del sentiero all’altezza del podere Fiesole. Attraverso campi argillosi si oltrepassano i poderi Casello e Pian dell’Asso. Subito dopo si supera la ferrovia e poi i torrenti Asso e Tuoma. Si prosegue in salita sulla carrareccia principale in direzione di San Quirico d’Orcia lasciando alle spalle la città del Brunello. Dopo aver percorso circa tre chilometri si arriva alla Madonna di Riguardo, si prosegue dritti ancora per un chilometro e mezzo fino all’ingresso di San Quirico d’Orcia dove ci accoglie il bianco del portale della Chiesa Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta.

Il Signore degli Anelli

ANELLO DI BAGNO VIGNONI

Lasciato il minuscolo borgo termale di Bagno Vignoni si scende verso la Cassia e alla prima carrareccia si gira a destra. Superato il Parco dei Mulini, si prosegue in direzione dell’area dell’ex cava di estrazione del travertino. Su un viottolo che corre parallelo al fiume Orcia ci si addentra nella macchia mediterranea. Il sentiero si apre improvvisamente su un campo e, costeggiandolo, si arriva alla deviazione dove a destra guadando il fiume Orcia si raggiunge Castiglione d’Orcia. L’itinerario continua procedendo diritto e percorrendo la salita denominata del “leccetone” nella fitta macchia composta in prevalenza da lecci. Finita la salita si incontra una carrareccia, si piega a destra e si continua leggermente in salita superando i poderi Poderuccio e San Savino dove il tracciato torna pianeggiante costeggiando vigneti ed oliveti. In questo tratto lo sguardo spazia incantato sulla valle, permettendo di ammirare le dolci colline disseminate di borghi e poderi. Superati i poderi Poggio Grande e Romitorio si incontra un bivio: proseguendo dritto la strada conduce al borgo medievale di San Quirico d’Orcia (distante circa due chilometri e mezzo), girando a destra si prosegue per Bagno Vignoni. Lungo il cammino si distingue la Rocca a Tentennano, il vulcano dell’Amiata e in lontananza, a segnare il confine di questa magica valle, Radicofani. Si raggiunge il borgo di Vignoni Alto per la stessa strada che dovevano percorrere un tempo i pellegrini e, attraversato l’abitato, una ripida discesa di circa due chilometri ci conduce alla “piazza d’acqua” di Bagno Vignoni e alle terme già conosciute dai Romani. L’itinerario essendo ad anello può essere percorso in entrambi i sensi.

La passeggiata del “latte di luna”

PIENZA – MONTICHIELLO

L’itinerario inizia da Pienza dove è d’obbligo una sosta in Piazza Pio II centro e meraviglia della città rinascimentale riconosciuta nel 1996 patrimonio dell’UNESCO. Percorrendo corso Il Rossellino si esce da Porta al Ciglio. Attraversata la strada provinciale si imbocca sulla sinistra una strada sterrata in discesa. Lungo l’itinerario si trovano luoghi dai nomi fantastici ed evocativi come la zona del latte di luna. Il nome sembra derivare dalla presenza di biancane, tipiche formazioni originate dall’erosione di terreni argillosi pliocenici, chiamate localmente, per la loro forma arrotondata che ricorda i seni femminili, “mammelloni”. La credenza popolare racconta che durante le notti di plenilunio questa area assumeva un aspetto incantato e sembrava che l’energia emanata dalla luna avesse il potere di far fuoriuscire il latte da queste formazioni a forma di mammella. Il percorso procede in direzione della valle del torrente Tresa con un susseguirsi di saliscendi.
Alle nostre spalle Pienza, sul colle opposto Monticchiello e in lontananza si riconosce il profilo del Monte Amiata. La strada panoramica scende fino al fondovalle e il tracciato, tornato pianeggiante, è fiancheggiato da cespugli di ginestra, ligustro, cisto, pruno e querce. All’altezza del podere Casa al Piano si tiene la destra e oltrepassato, su un ponticello, il torrente Tresa, a sinistra inizia una ripida salita che sale per circa due chilometri verso il paese. Lentamente la sagoma di Monticchiello si fa più nitida e lo si raggiunge percorrendo un ultimo tratto di strada asfaltata fino alle mura. Si entra nel borgo attraverso la Porta Sant’Agata.

Alla conquista della Rocca

ANELLO DI CASTIGLIONE D’ORCIA

L’itinerario inizia al centro del paese, da Piazza Vecchietta, imboccata Via del Cassero si arriva alla Porta di Sopra. Usciti dalle mura si piega a sinistra sulla strada asfaltata dopo cento metri circa a destra per Via della Bonaria. Si prosegue dritto e la strada diventata sterrata, poco dopo, al secondo bivio si gira a destra. L’itinerario si sviluppa in discesa per circa due chilometri e mezzo offrendo un vasto panorama che spazia dall’Amiata, alla Maremma alla Val d’Orcia. Superato il podere Finocchieti poco dopo si gira a destra lasciando la carrareccia principale e proseguendo in direzione del podere Scarceta. Si continua ancora dritto per ottocento metri verso Montelaccio. Prima di salire al podere si imbocca il sentiero sulla sinistra che inizia a scendere entrando nel bosco. Si tiene la destra sul sentiero che corre parallelo al fiume Orcia ma qualche decina di metri più in alto all’interno della macchia mediterranea. In un altalenarsi di saliscendi oltrepassiamo due fossi spesso in secca: fosso il Rigo e fosso delle Grotte Bianche. Custoditi dal bosco scorgiamo, a vigilare sul nostro cammino il castello di Ripa d’Orcia. Occorre porre attenzione ad una deviazione sulla sinistra, segnalata con un omino di pietra, che lascia il tracciato principale e conduce al podere Le Molina. Dal podere Le Molina la strada si inerpica in salita per circa due chilometri e mezzo e, a mano a mano che si sale, la sagoma della Rocca di Tentennano comincia a farsi più slanciata ed imponente. Superato il podere Colombaiolo si raggiunge la strada asfaltata e si gira a destra verso il borgo di Rocca d’Orcia. Prima dell’assalto finale una meritata sosta alla piazza della Cisterna e poi… via verso la sommità della Rocca dove la vista mozzafiato che si gode ci ricorda l’alto valore strategico della sentinella della Val d’Orcia. L’itinerario essendo ad anello può essere percorso in entrambi i sensi.

La valle del sole

CASTIGLIONE D’ORCIA – GALLINA

L’itinerario inizia dalla Piazza della Cisterna al borgo di Rocca d’Orcia. Da qui si segue Via Borgo Maestro in discesa fino all’arco di pietra che delimita il borgo. Giunti alla chiesetta della Madonna di Manno si gira subito a sinistra sulla strada asfaltata e al successivo incrocio, dopo circa cinquanta metri, si prosegue dritto imboccando una carrareccia in direzione del cimitero. Giunti alla provinciale la si attraversa e si prosegue sulla strada bianca con le indicazioni il “Pozzo”. Si segue il tracciato principale costeggiato da alberi e
campi coltivati per circa quattro chilometri. Arrivati al bivio si gira a sinistra seguendo le indicazioni marroni Via Francigena. Il panorama si apre sulla Val d’Orcia e il sentiero diventa pianeggiante e di facile percorrenza. La passeggiata prosegue sul tracciato principale che non si abbandona fino ad arrivare a Gallina attraversata dal 43° parallelo.

Percorrendo la Via Francigena

RADICOFANI – PONTE A RIGO

Dal centro storico di Radicofani si prende Via Matteotti e si percorre fino ad incontrare un bivio ad Y dove si tiene la destra e una volta giunti all’ampia curva a destra si prosegue dritto sulla strada sterrata con indicata la Via Francigena. Si cammina su una strada bianca molto luminosa che scende da Radicofani verso la valle del torrente Rigo. Il panorama tutt’intorno è dominato da colline a perdita d’occhio, sulla destra in alto il Monte Amiata e alle spalle la Rocca di Radicofani. Mentre dietro di noi la Rocca si allontana, il paesaggio, fra campi coltivati a cereali e distese di erbe ed arbusti, è solcato dai calanchi che ricordano un paesaggio primitivo e selvaggio. Ogni tanto si incontra qualche podere e soprattutto ovili mentre la strada continua a scen
dere e, dopo una serie di curve, si superano il poderi Baccanello e La Novella. Dopo circa un chilometro si arriva a Ponte a Rigo, una piccola frazione del comune di San Casciano dei Bagni che si trova fra il torrente Rigo e il fiume Paglia ed è la località più meridionale della via Francigena in Toscana. Da Ponte a Rigo si può, volendo, proseguire lungo la Via Francigena verso Acquapendente e percorrere il primo tratto laziale.